“Il coraggio, uno non se lo può dare”: è la famosa frase che pronuncia, in qualche modo autoassolvendosi, don Abbondio al termine del colloquio con il cardinale Federigo Borromeo, nel capitolo XXV de I Promessi Sposi.
Ma è davvero così?
Vale cioè per il coraggio la stessa impossibilità fisica – circolare e tautologica – che riuscì invece al Barone di Münchhausen, quando si tirò fuori da una pozza di fango auto-sollevandosi per i suoi stessi capelli?
Chissà…
Quello che invece certamente crediamo è che il coraggio uno lo può trovare dentro di sé nel momento in cui è aiutato dagli altri: amici, compagni…. angeli custodi!
È quello che abbiamo assistito nella mattinata di stamani, nel corso della tradizionale “Giornata dell’accoglienza” riservata ai neo-alunni delle classi prime della Scuola Primaria.
Un momento dal sapore sempre intenso e dolce, in cui i piccoli “primini” vengono accolti, presi per mano, sostenuti, dai “grandi” di Quinta.
“Coraggio, non temete!” è il tema della pastorale scolastica di quest’anno, legato a Dt 31,8.
Il coraggio di un leoncino, lo stesso raffigurato nella coccarda donata per i grembiuli dei nuovi leoniani.
Il coraggio che si trasmette, e si riceve, ballando insieme, dando e ricevendo rassicurazioni, sentendoci accolti.
Il coraggio è la nostra mano nella mano di un amico.
Benvenuti leoniani di Prima!
















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